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Con una delegazione della commissione Esteri della Camera, sono stato a Belgrado per una serie di incontri istituzionali a livello parlamentare e governativo (ne ho scritto qui). L’allargamento dell’Unione europea ai Balcani occidentali, è importante per l’Itqlia. Per molti motivi è una strada in salita ma non bisogna demordere.
È innegabile, che proprio il sogno europeo e la prospettiva di ingresso nell’UE siano stati in questi anni alcuni degli incentivi che hanno portato negli stati balcanici all’approvazione di riforme sociali ed istituzionali, al consolidamento dello stato di diritto e della democrazia. Se da un lato esistono ancora alcuni punti sui quali è necessario lavorare, seguendo le indicazioni della Commissione europea, qualsiasi tentennamento e incertezza sul processo di integrazione europea rischiano di portare ad un raffreddamento delle iniziative di allineamento di quei paesi alle posizioni dell’Unione europea, anche in materia di politica estera.
Qui in Serbia esistono alcune questioni aperte, dalle tensioni con il Kosovo ai rapporti economici e politici con Putin, all’accordo di libero scambio con la Cina, questioni anche molto problematiche che devono motivarci ad intensificare la nostra diplomazia bilaterale.

In Israele e a Gaza si continua a morire, di quasi 200 ostaggi israeliani in mano ai terroristi di Hamas si continua a non avere notizie. Una situazione che potrebbe anche degenerare allargando ancora di più il conflitto. Sono intervenuto in Aula alla Camera sulle mozioni sul conflitto in Medio Oriente.
Qui il mio intervento, qui il testo della nostra mozione.

Questa newsletter, che ricevi su Whatsapp o mail, viaggia fino a te – come tutti i dati via internet – non attraverso il cielo o i satelliti ma sotto terra e sotto il mare, lungo una capillare rete di cavi sottomarini.
Ne avevamo parlato tempo fa, quando a febbraio un presunto attacco terroristico nel Mar Rosso aveva messo in crisi il traffico internet tra Europa ed Asia. Ospite a The Watcher Post, abbiamo parlato di questa infrastruttura tanto strategica quando sconosciuta: milioni di chilometri di cavi che attraversano mari ed oceani e connettono il mondo: il 95% dei dati internet viaggi così. Per chi è interessato a questo tema, qui la puntata intera della trasmissione.

Tra due settimane il Parlamento europeo dovrà votare la fiducia alla nuova Commissione. I paesi si sono accordati per Ursula von Der Leyen (in quota popolari) alla Commissione, Antonio Costa (socialista) al Consiglio, Kaja Kallas (liberale) come Alto Rappresentante della politica estera. L’Italia è stato l’unico paese a non votare nessuna dei tre incarichi, nemmeno l’Ungheria di Orbán è arrivata a tanto.
Giorgia Meloni contesta l’accordo tra PPE, PSE e liberali, che però – numeri alla mano – era ed è l’unica maggioranza possibile. Anziché guardare agli interessi del nostro Paese e magari provare a proporre qualche nome autorevole per qualcuno degli incarichi di vertice dell’UE, ha preferito una opposizione dannosa per l’Italia. Un grande, grosso e pericoloso isolamento. Ne ho scritto qui.

A SkyTg24 ho parlato di Autonomia (qui per rivedere). Una legge che aumenta divari tra le regioni, abbandona il Mezzogiorno e non tornerà utile nemmeno al Nord. Molte delle funzioni che possono essere cedute alle regioni necessitano di risorse per assicurare i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, ma il governo non ha individuato nemmeno un euro per attuare la legge, resta quindi una bandiera da sventolare. E restano le altre materie non soggette all’individuazione delle risorse: dai rapporti con l’Unione europea al commercio con l’estero, dalle professioni alla previdenza complementare.
Ma vi immaginate una regione, magari mediamente piccola, che si deve occupare di queste materie? Possiamo essere competitivi con venti regole diverse su temi così delicati?

Vi saluto con una mini riflessione sul bipolarismo. Nel 1996 Prodi e Berlusconi, nella loro diversità, cercavano di vincere conquistando i voti dei moderati, oggi destra e sinistra (già nei nomi si è perso il centro) rincorrono gli estremi. Una politica dove si cerca il voto solo dei propri tifosi è una politica poco efficiente ed attrattiva, che può solo che aumentare disaffezione e astensionismo. Ne ho parlato qui a SkyTg24.