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Ultime due settimane di campagna elettorale verso le elezioni europee dell’8 e 9 giugno.
Ultime settimane per raccontare il progetto di Europa che abbiamo in mente: più protagonista in politica estera, più competitiva sul piano industriale ed economico, più unita di fronte alle sfide sociali come lo è stato con successo durante la pandemia.
Un dato, per quanto molto triste: Azione – Siamo europei è una delle poche liste che hanno presentato un programma elettorale chiaro e completo su tutti i temi del futuro (lo trovate qui). C’è chi non lo ha presentato, chi lo ha riempito di parole vuote, chi ci ha scritto tutto e il suo contrario per via delle contraddizioni interne.

Quale Europa dopo il 9 giugno? L’unica maggioranza possibile sarà quella che mette insieme le principali famiglie politiche europee: popolari, socialisti, liberali che già oggi governano l’UE, ne ho parlato qui a SkyTg24.
Non ci sono e non ci saranno numeri e spazi per una coalizione conservatrice insieme agli amici di Salvini e Le Pen, per questo Meloni è chiamata ad una scelta nel bene del nostro Paese: rincorrere gli anti-europeisti, escludendo l’Italia dai principali tavoli europei, o contribuire alla nascita della prossima Commissione. L’ho raccontato ospite a Tagadà qui.

In questi giorni si parla anche di altro. La maggioranza ha voluto forzare i tempi su autonomia e premierato, come fossero delle bandierine da sventolare in campagna elettorale. Qui a SkyTg24 ho spiegato perché la riforma costituzionale del premieranno è sbagliata e quali sono invece le riforme istituzionali che servirebbero al Paese.

Stiamo girando tutta Italia da sud a nord a sostegno della lista delle europee e dei candidati alle elezioni amministratori sui territori.
Siamo stati in Calabria nella zona industriale di Castrovillari (ne ho scritto qui) e poi Paola, Montalto Uffugo, Spezzano Albanese, Frascineto, Roggiano Gravina (qui una sintesi degli incontri). Poi in Basilicata (qui), in Puglia a Barletta (qui), in Campania a Santa Maria Capua Vedere (qui) e a Salerno (qui). Ma anche a Milano per le elezioni europee (guarda qui) e a Bergamo per le elezioni comunali (qui).

L’Europa che vogliamo non è certo quella della cieca burocrazia. Ne ho parlato qui, commentando l’assurda affermazione di Margrethe Vestager contro la fusione tra ITA e Lufthansa che invece consentirebbe finalmente di buttare via tanti soldi pubblici senza far venire meno la concorrenza ormai assicurata dalle compagnie low cost.