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Ieri Trieste e Reggio Emilia, oggi in Calabria. Domani Basilicata, poi a Bari. Lunedì Salerno, Napoli e Caserta.
Si macinano un po’ di chilometri per far conoscere sul territorio le proposte della nostra lista Azione – Siamo europei.
In questi giorni sono stato anche a Foggia con Danila Iacovelli e a San Giovanni Rotondo a sostegno della nostra lista al consiglio comunale. A Milano ad aprire la campagna elettorale di Daniele Nahum e a Pavia per Daniela Di Cosmo. In Toscana con Barbara Masini a Alessio D’Amato, a Firenze per presentare la lista di Azione a sostegno di Sara Funaro sindaca e a Livorno, Pistoia, Lucca. A Montefiascone, in provincia di Viterbo.
Importante esserci, incontrare le persone, confrontarsi perché questa sarà un’elezione particolarmente cruciale. Gli equilibri nel prossimo Parlamento di Strasburgo potrebbero dipendere da una manciata di seggi e l’Italia, uno dei paesi che elegge un numero maggiore di rappresentanti, può essere determinante a definire chi guiderà l’Unione dal 10 giugno.

Che serva un’Europa forte lo dimostrano anche i fatti di queste ore. La stretta di mano tra Putin e Xi Jinping invia un messaggio chiaro al mondo ed è impensabile che l’Europa si affacci sulla scena internazionale, indebolita e con gli stati che si posizionano in ordine sparso. Serve un’Europa politica, un’unica politica estera – magari tronando a discutere anche della presenza di un seggio UE al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite – ed una difesa comune. Non a caso abbiamo messo proprio questo come primo punto prioritario del nostro programma.

In questa campagna elettorale, finalmente si gettano alcune maschere.
Elly Schlein ha firmato il referendum di Landini per abolire il JobsAct. Non mi sorprende, il suo Partito democratico non è più quello riformista ma al traino di 5 Stelle e CGIL. Peccato che il JobsAct abbia creato un milione di posti di lavoro stabile, con contratti a tempo indeterminato. Ne ho parlato qui a Radio 1.
Mentre oggi un’altra figuraccia sulla proposta di legge per la sanità, che però è senza coperture. Populismo, come quello di chi annunciava dal balcone l’abolizione della povertà.
Ma c’è anche la Lega che con Borghi propone di togliere le bandiere dell’Unione europea dagli edifici pubblici. Non sono provocazioni, è il pensiero radicato in un pezzo maggioritario della classe dirigente della Lega.

Il governo ha deciso di affossare il Family Act. Il governo che dice di voler sostenere le famiglie ha fatto scadere i termini per esercitare una delle deleghe più importanti ereditate dal governo Draghi che riguardano proprio gli aiuti alla genitorialità, gli investimenti ai servizi per l’infanzia, al lavoro femminile, alla conciliazione dei temi casa-lavoro.
Draghi, con Elena Bonetti ministra, aveva messo 20 miliardi di euro all’anno per l’assegno unico e universale, Meloni oggi non aggiunge nulla ma toglie. La differenza tra chi le cose le fa e chi ne parla solo sta tutta qui.

Sono intervenuto ad un evento del SAP sulla sicurezza negli stadi e nelle piazze, alla presenza della moglie e della figlia di Filippo Raciti, morto in servizio come tanti altri suoi colleghi.. Quello delle forze dell’ordine è un lavoro prezioso, rischioso, che merita maggiori tutele e risorse. Ne ho parlato qui.