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1. L’Africa è un Continente dalle grandissime potenzialità, che nel 2050 avrà una popolazione doppia di quella attuale, nel quale l’Italia e l’Unione europea dovrebbero imparare ad investire di più. La Cina da dieci anni ormai è il primo partner commerciale di tutti i Paesi africani, poi ci sono Russia, Turchia, Arabia Saudita ed Emirati, tutti con interessi politici, economici, militari crescenti, nostri competitor.
Che il governo Meloni abbia deciso di quindi di varare un Piano per l’Africa è un fatto positivo. Il punto è che ne parla solo. Dopo oltre un anno di attesa, il governo ha portato in Parlamento un decreto legge vuoto, senza un euro, senza un piano di investimenti, solo con un bel nome: Piano Mattei.
Qui per riascoltare l’intervento che ho fatto in Aula per motivare il nostro voto contrario.

2. A proposito di legge di bilancio, la Camera ha potuto discutere la manovra, prima di Capodanno, solo per poche ore e su un testo arrivato già blindato dal Senato. Una legge di bilancio deludente che (per fortuna) non realizza alcune delle promesse fantasmagoriche e dannose della campagna elettorale.
In Parlamento abbiamo assistito ad un dibattito surreale, ne ho parlato qui.

3. Per l’Ucraina è stato il secondo Natale sotto le bombe. Come ho ricordato intervenendo alla Camera, qui per rivedere, il popolo ucraino è il primo vero bersaglio degli attacchi russi: ancor più che il fronte, gli obiettivi sono le città, le case, le scuole, gli ospedali.
L’Ucraina ha diritto e bisogno del nostro sostegno. L’Unione europea sta venendo meno ai suoi impegni: doveva assicurare un milione di munizioni, ne ha inviate solo 300 mila. Questo perché il conflitto stanca, e mentre nelle democrazie c’è la fatica di dover spiegare ad un’opinione pubblica, a volte anche influenzata da messaggi sbagliati, quanto sia importante essere al fianco dell’Ucraina, dall’altra la Russia ha comodamente convertito la propria in una economia di guerra. Ne ho scritto qui.

4. Dal 1° gennaio, i BRICS hanno accolto al proprio tavolo anche Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran. Un’istituzione che, per quanto attualmente fragile ed eterogenea, vuole uno spazio nello scacchiere internazionale e porsi come interlocutore del G7. Qui un grafico molto interessante di cosa significhi questa notizia e di quanto potrà contare questa nuova formula intergovernativa.

5. Sono stato a Cagliari ad annunciare il sostegno di Azione-PER a Renato Soru come presidente della Sardegna. Quest’anno, ci aspettano diversi appuntamenti elettorali importanti: 5 regioni, quasi 4 mila comuni e il voto per il Parlamento europeo il prossimo 9 giugno. Cominciamo a segnare questa data in calendario, saranno elezioni particolarmente importanti e l’Italia, con i suoi 76 seggi, sarà uno dei paesi decisivi per determinare gli equilibri dei prossimi 5 anni.
Qui anche le mie tappe di San Giovanni Rotondo e di Milano

Ps: per chi volesse domenica dalle 11.30 sarò ospite a SkyTg24