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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01185

presentato da

ROSATO Ettore

testo di

Mercoledì 21 giugno 2023, seduta n. 123

ROSATO. — Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

la Puglia, con i suoi 800 km di litorale, vanta lo sviluppo costiero più lungo d’Italia e conserva numerosi ambienti di grande valore naturalistico di rilievo nazionale e internazionale. La costa è molto diversificata, sono presenti zone umide, alte falesie rocciose, lunghe spiagge sabbiose accompagnate da cordoni dunari coperti da pinete e boschi a ginepro, basse scogliere, interrotte da piccole cale sabbiose;

alcune aree costiere negli ultimi anni sono state oggetto di misure di tutela nel rispetto delle norme dettate dall’Unione europea e di convenzioni internazionali, al fine di tutelare l’elevato livello di biodiversità che le stesse racchiudono e nello stesso tempo i tratti più identitari della regione;

si può constatare come la Puglia, pur avendo una superficie molto piccola e un’alta densità abitativa, mostri un’elevata biodiversità rispetto alle altre aree di riferimento;

rispetto al valore nazionale, in Puglia troviamo il 43 per cento degli habitat individuati dalla direttiva «Habitat», il 65 per cento degli uccelli nidificanti, il 44 per cento dei mammiferi, dati che evidenziano l’enorme ricchezza della Puglia e la necessità di adottare misure concrete per conservare questo patrimonio; questa importanza ecologica è confermata da un sistema delle aree protette che, secondo diversi livelli normativi, protegge circa il 13 per cento del territorio regionale;

il sistema regionale delle aree protette è formato da un mosaico complesso di aree con diversi livelli di protezione. Sono presenti 2 parchi nazionali (il Parco nazionale del Gargano e il Parco nazionale dell’Alta Murgia), 3 aree marine protette (Torre Guaceto, Isole Tremiti e Porto Cesareo), 16 riserve naturali dello Stato, oltre a un sistema di 18 aree protette regionali;

nel 2004 è stato promosso ufficialmente il progetto dell’istituzione di una quarta area marina protetta (Amp) situata lungo le coste del Canale d’Otranto dove c’è anche una delle grotte carsiche del Mediterraneo di maggior interesse turistico, la grotta Zinzulusa, meta di oltre centomila visitatori all’anno, con punte massime giornaliere che superano le tremilacinquecento presenze;

tutto ciò conferma l’eccezionale diversità e ricchezza biologica della grotta Zinzulusa che a tutt’oggi annovera, tra specie terrestri e acquatiche, oltre 60 taxa, per la maggior parte stigobionti e di antichissima origine;

già nel 2004 l’area che va da Capo Otranto e si estende alle grotte Zinzulusa e Romanelli è stata inserita nel progetto relativo all’istituzione della quarta area marina protetta regionale, vista con favore da tutti i comuni interessati, quello di Otranto in primis;

con la legge di bilancio per il 2018 sono state individuate le risorse finanziarie necessarie all’istituzione di una riserva marina nell’area Capo d’Otranto – grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca, già denominata Penisola Salentina (Grotte Zinzulusa e Romanelli), individuata, ai sensi dell’articolo 36, comma 1, della citata, legge n. 394 del 1991, come area marina di reperimento, primo passo dell’iter per l’istituzione di una Amp;

risulta oramai improcrastinabile la predisposizione di uno strumento normativo statale per la salvaguardia di un sito biospeleologico di assoluta unicità –:

quali siano gli intendimenti in relazione all’istituzione della citata area marina protetta (Amp) Capo d’Otranto – grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca;

quale sia lo stato dell’arte relativo all’iter di istituzione della citata Amp Capo d’Otranto – grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca e quali tempestive iniziative di competenza intenda predisporre per velocizzare l’istituzione della citata area marina protetta.
(4-01185)