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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00611

presentato da

ROSATO Ettore

testo di

Mercoledì 8 marzo 2023, seduta n. 65

ROSATO. — Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il territorio del Salento soffre da anni di gravi carenze idriche e ciò produce effetti negativi in particolar modo nel settore agricolo;

oggi, anche a causa dei cambiamenti climatici e del conseguente fenomeno della siccità e desertificazione, la situazione è ancor più critica;

per sopperire alle gravi carenze idriche a scopo irriguo già nei primi anni ottanta del secolo scorso si è dato vita al progetto «Irrigazione Salento» redatto dal consorzio speciale per la bonifica di Arneo; tale progetto, con l’obiettivo di sopperire al fabbisogno annuo del territorio, stimato in 313 milioni di metri cubi di acqua, assicurando così l’irrigazione di 151.000 ettari di terreni agricoli, prevede l’utilizzo di quattro differenti risorse idriche: le acque provenienti dal fiume Sinni, le acque sorgive, le acque della falda profonda e le acque reflue depurate;

la quota maggiore di risorsa (circa 160 milioni di metri cubi di acqua annui) sarebbe dovuta provenire dal fiume Sinni, partendo dall’invaso di Monte Cotugno in Basilicata e raccolta poi nell’invaso del Pappadai presso Monteparano in Puglia, un bacino in grado di contenere fino a 20 milioni di metri cubi d’acqua;

attualmente i costi sostenuti per tali opere ammontano a circa 262 milioni di euro, serviti per la realizzazione dell’invaso del Pappadai e il collegamento dello stesso alla diga di Monte Cotugno, sette nodi principali da Monteparano sino a Monteruga-Zanzara, alcuni distretti irrigui e uno sbarramento con opere di presa e sollevamento;

nel 2010, il consorzio di bonifica dell’Arneo ha richiesto il riempimento dell’invaso del Pappadai per effettuarne il collaudo; nel 2011 il collaudo veniva autorizzato arrestandosi però alla seconda fase;

successivamente nel 2013 il consorzio richiedeva all’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia – Eipli, la concessione di circa 7 milioni di metri cubi di acqua, provenienti dalle condotte a monte dell’invaso, per il completamento della terza e ultima fase del collaudo per la messa in esercizio della diga;

a tale richiesta non è stato dato seguito a causa della necessità di eseguire un intervento di manutenzione del canale a cielo aperto che adduce l’acqua al Sinni, danneggiato a seguito degli eventi atmosferici del 2011, e i cui lavori rientrano nell’ambito di competenza dell’Ente irrigazione; l’intervento di bonifica e ripristino di alcune tratte collassate della seconda parte in canale a cielo libero del secondo tronco dell’acquedotto del Sinni è stato finanziato dalla Giunta regionale della regione Puglia con deliberazione n. 1714 del 30 ottobre 2017, per un importo di 2,9 milioni di euro, a valere sui fondi Fsc 2014-2020 del patto per la Puglia;

secondo quanto appreso, l’Eipli aveva, peraltro, segnalato che il termine stabilito per l’esecuzione dei predetti lavori appariva congruente con il termine ultimo per la chiusura della concessione e la rendicontazione della spesa da parte della regione, fissato al 31 dicembre 2020;

dopo una serie di solleciti nel 2019 il consorzio, tramite l’attuale commissario, ha presentato un ricorso al Tribunale regionale delle acque contro l’Ente teso ad ottenere il risarcimento del danno per la mancata erogazione dei necessari quantitativi d’acqua per il completamento del collaudo dell’invaso –:

di quali elementi disponga il Governo in merito ai tempi previsti per l’ultimazione del collaudo dell’invaso del Pappadai e alle cause che attualmente ostano all’effettiva entrata in funzione di un’opera che aiuterebbe tutto il settore agricolo del Salento;

se il Governo non ritenga di adottare ogni iniziativa di competenza al fine di rendere possibile l’effettiva messa in esercizio dell’opera, anche valutando la sussistenza dei presupposti per procedere alla nomina di un commissario governativo.
(4-00611)