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Sta per terminare la seconda settimana di guerra in Ucraina.
Le forze armate russe sono a pochi chilometri dalla capitale e nei giorni scorsi hanno preso di mira anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, un atto che non ha precedenti e ha rischiato di minare la sicurezza di tutta l’Europa. Putin in più occasioni ha detto al mondo di voler colpire solo obiettivi militari, ma in questi giorni sono stati colpiti ospedali, centri abitati. Le immagini parlano chiare.

Il mondo tutto si sta mobilitando. Anche in Russia, dove il popolo – certamente in un contesto nel quale esprimere la propria opinione è molto difficile – sta comunque manifestando con grande coraggio la propria contrarietà alla guerra.
È il momento della solidarietà, il momento di esprimere la nostra vicinanza alla comunità ucraina (lo ha fatto anche il Presidente Mattarella domenica recandosi alla messa della basilica di Santa Sofia), il momento di fare la nostra parte per dare accoglienza a quanti – soprattutto donne e bambini – sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un posto sicuro

La risposta dell’Europa è stata immediata e ferma. Anche le Nazioni Unite hanno condannato con una larghissima maggioranza l’aggressione russa. Le sanzioni imposte e la scelta di molte aziende di non operare più in quel paese stanno isolando sempre più Putin, riducendo anche la sua capacità finanziaria. Basta vedere l’andamento delle quotazioni di molti colossi russi come Gazprom, o la decisione di tenere chiusa la borsa di Mosca.

Della crisi ucraina abbiamo parlato anche all’assemblea di Italia Viva in Friuli Venezia Giulia al quale ho partecipato a Palmanova assieme ai nostri amministratori e dirigenti.
In settimana anche all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti e alla presentazione del libro su Tina Anselmi e l’impegno a favore delle donne in vista della festa dell’8 marzo.

Della guerra in Ucraina ho parlato anche in una intervista a SprayNews.it, qui per leggerla.